Porpora

All’improvviso. Un rigolo di luce nel buio, goccia nel deserto, soffio al cuore. Succede sempre così, ed è sempre un colpo.
L’ho sempre cercata, da quando ha varcato la soglia di casa mia ancora bambina,. Ed io ancora bambino. l’ho cercata e talvolta trovata, nei modi più disparati e spesso inattesi…come scoprirla al saggio della sorella, destinato a diventare presto l’avvenimento più atteso dell’anno, o come rivederla cresciuta alla cena della scuola guida, e passare una serata intera a parlare, senza pause, senza punti morti, senza silenzi imbarazzanti, di cose che mai sono state così interessanti.
E come cercarla su una community online, e vedere una finestra lampeggiare in basso
non ti ho dimenticato da bambina, perchè dovrei farlo ora?
e tornare a sentirsi vivo, come da troppo, troppissimo tempo non accadeva. sentire il cuore che torna a battere e la testa girare, e tornare, tornare a parlare come amici di una vita, a confidarsi, esprimere paure, dubbi più o meno esistenziali. Per poi ricordarsi che è una persona che non vedi e con cui non parli da anni, e che prima di quella volta non avevi visto e non ci avevi parlato e per anni, e la volta prima uguale… Singoli incontri che si contano sulle dita di una mano e che si spalmano in…15 anni? E lei cos’è se non una sconosciuta, una persona di cui non sai nulla se non il nome e fino alla penultima volta che l’hai vista non saresti stato nemmeno in grado di riconoscere?
una scheggia impazzita, una variante di pazzia che ha forse deviato i binari di una vita che non ha fatto il suo corso. posso solo pensare che con quella persona ho un legame anche se non ho la più pallida idea di cosa si tratti.
E c’è un qualcosa che sa come ti sacro, avverto come un timore di fronte a qualcosa che percepisco come puro, alto, superiore. Un’esperienza mistica e trascendentale perchè in lei avverto la sola cosa che può redimermi, pulire lo sporco che mi porto dentro, assolvermi.
E non tanto lei, quanto ciò che per me ormai rappresenta e ha rappresentato, nell’arco di tutta una vita. Ciò che esce dalle logiche, dagli schemi, da tutto ciò che razionalmente riesco a concepire. Perché in quella dannata giornata in cui un bambino normale e una bambina normale si sono incontrati e hanno giocato come dei bambini normali… beh qualcosa è successo e io non so cosa. Ma so, so che è reciproco perchè lei non mi ha dimenticato. Anche lei mi ha cercato. Anche in lei avverto cose che mi sono familiari e che possono e devono significare qualcosa.
Oggi mi ha detto che ricorda le persone che sono per lei importanti tramite i colori. Vedendole, ad un certo punto le si evoca un colore che è destinato ad identificare quella persona che significa qualcosa per lei, che E’ importante. Mi ha detto che sono il porpora, anche se non è stata in grado di spiegarmi il perchè.
Per la scienza psicologica moderna, il colore porpora rappresenza l’urgenza di esprimersi.
Fermo

Sono fermo. Immobile. Stabile come un fottuto sasso, se non mi danno un calcio col cazzo che mi sposto. Non è che non abbia nulla da fare…mi piacerebbe non avere nulla da fare e non sentirmi in colpa per la mia inefficenza.Appunti sparsi, fogli senza un criterio, materie sparse, materie mischiate, frasi, parole, disegni, libri…libri nuovi, libri letti, libri scarabocchiati, libri persi e che dio solo sa quanto mi servirebbe ritrovare… trovo articoli, trovo le penne, perdo i libri, perdo il controllo. il controllo che non è mai totale, non è mai reale ma è sempre illusorio. sempre vago ed estemporaneo, un’immagine mentale creata per convincermi che “si dai che va bene”…. poi arrivi alla fine e vedi che hai messo da parte davvero troppe cose. ti illudi che non esistono, e pensi che il non vederle coincida con la soluzione del problema. sono iniquo.
devo alzarmi…voglio alzarmi…ho bisogno di alzarmi. devo rialzarmi. resuscitare. RESUSCITARE. al tre mi alzo. uno…due…tre… sì, ok, ora mi alzo…al tre…uno…due…TRE. no, ok, devo alzarmi. devo alzare questo fottuto culo. al tre mi alzo, sì…uno…d…due…tre. Tre! Cazzo tre! Non mi alzo. resto dove sono. qualcosa succederà. il mondo continua anche senza di me dopotutto? dopotutto a stasera senza farmi male ci arrivo. perchè alzarmi? devo alzarmi. ma perchè ora? troppe cose da fare, troppe tutte insieme, impegni che si fa prima a rimandare. tanto, tanto non sono importanti. cos’è realmente importante? starmene qui. o sarebbe più importante starmene altrove, a fare altro, a pensare altro, ad amare altro.
io sto bene io sto male io non so come stare io sto bene io sto male io non so cosa fare
piove…governo…amaro…
Ma bene. Elezioni terminate, Berlusconi al potere e tutti contenti. Ora avremo i nostri anni di benessere… meno tasse, redditi più alti, tenore di vita più alto…. E quel 44% di Italiani che dirà all’altro 56% : “Avete visto, ora si sta meglio!”.
Questa ovviamente alla migliore delle ipotesi.
Meno tasse, più stipendi, più pensioni, no ICI, no bollo, più finanziamenti, più infrastrutture (costosissimi e inutilissimi TAV e Ponte sullo Stretto), più ricerca, più investimenti… wow! Ma… fermi tutti… i soldi… hmm… i soldi da dove vengono presi? Mah… magari dallo stesso posto da dove Berlusconi ha ricevuto i suoi finanziamenti agli inizi della sua rosea carriera, cioè mistero.
Davvero l’Italia riuscirà a sostenere un tenore di vita sopra le sue possibilità? Debito pubblico, Deficit e cazzi vari non saranno “un po’ troppo alti” per un Paese che già rischia la bancarotta? Mah…fortuna che studio lingue e magari un lavoro all’estero ci scappa… spero solo di laurearmi in tempo.
Ad ogni modo per ora è un problema lontano e ai dirigenti Forzisti, come a me, interessa fin là. Poco più del riscaldamento globale forse, e abbastanza meno di scazzi scolastici e amorosi. Sta arrivando un punto di rottura, me lo sento… sento l’aria, i pensieri, i movimenti, la percezione che cambiano… comincio a sentirmi una persona peggiore, sotto molti punti di vista. Mi sento una persona fortemente ipocrita, scontrosa, menefreghista, approssimativa, disinteressata, antipatica, disillusa. Cattiva.
Live! & Reviews
Wow. E’ da mesi che non mi esalto per un concerto. Forse perchè non è mai venuta la band giusta, forse perchè non mi sono guardato intorno abbastanza bene… Fatto sta che ora la mia agendina-appuntamenti è fitta fitta e difficilmente le mie finanze mi permetteranno di presenziare. Da alcune date, comunque, non si può prescindere.
15 marzo – Mojomatics
20 marzo – Subsonica
27 marzo – Volcom Tour
16 aprile – Black Lip
21 aprile – Gem Boy
01 maggio – Ignite
03 maggio – Punkreas
17 maggio – Hormonauts
16 giugno – Bad Religion
20 giugno – Heineken’ Jammin Festival
18 luglio – Deep Purple
28 luglio – Bjork
insomma… in pochi mesi potrei beccarmi Bad Religion, Stooges, Sex Pistols, Bjork, Deep Purple e Turbonegro. Insomma, non fosse per le assenze di Social Distortion e Dresden Dolls, potrei anche morire. E questo senza lo Sziget di Budapest (la vacanza ideale per quanto mi riguarda) ed eventualmente i festival di Settembre (Idroscalo Rock, Independent Days), che dopo due edizioni ciascuno non hanno più saputo attirare il mio interesse.
Meglio che mi trovi un lavoretto nei weekends…
E ora recensioncina di un gruppo molto interessante….
Scandalosi Pleasures – In Limine (Rebel Kid Music)

Basta la prima Oscurità per capire già da che parti ci aggiriamo. Dead Kennedys, Misfits, rock’n’roll di matrice nordica (leggi: Hellacopters) e non (New Bomb Turks?), un pizzico di lo-fi (qualcuno ha detto Electric Frankenstein?), un po’ di hardcore melodico ma non troppo (Adolescents) e riff che mi rievocano i Black Sabbath d’annata. Questo mix, come potrete facilmente capire dai nomi tirati in causa, è altamente abrasivo. Ruvido. Grezzo e fottutamente trascinante.
Ok la registrazione non è ottimale (la voce fa fatica a ritagliarsi un suo spazio in mezzo ad un muro sonoro di prim’ordine), ma penso che le coordinate siano quelle giuste e le premesse per il (prossimo) futuro non potrebbero essere migliori. Insomma parliamoci chiaro, quest’album spacca.
01 oscurità
02 imbroglio snob
03 non so
04 brucia con noi
05 graffito
06 l’onda
07 ciò che non siamo
08 carillon
09 rosen
p.s. se qualcuno avesse modo di vedere/frequentare Klaus Flouride, bassista dei Dead Kennedys, potrebbe dirgli di rispondere alla mia mail prima di passare a miglior vita? grazie.
buio
raramente le cose vanno come ti aspetti. a volte il corso degli eventi ti stupisce in positivo, regalandoti meriti che sai di non esserti meritato. godi di cose per cui non ti sei mai impegnato troppo, mentre altri che hanno lavorato sodo vivono una condizione peggiore e ti senti come se nulla potesse scalfirti.
altre volte ciò che ti stupisce ti fa stare male. tanto male. e quando questo succede dopo un periodo di tempo insolitamente lungo dove tutto fila liscio e ti fa stare bene, il dolore acquista un sapore reso più amaro dalla sorpresa, dal brusco risveglio. fare male a una persona è sempre brutto. fare del male alla persona che si ama è orribile. e stringerla fra le braccia mentre piange per causa tua, cercando di stringerla sempre più forte per soffocarne i singhiozzi, è straziante.
non avere scuse, non poter giustificare nulla di quello che si è fatto, accorgersi di essere una persona peggiore di quanto pensiamo di essere è brutto. perdere gran parte della propria, già di per sè tutt’altro che alta, autostima è sempre una mazzata. e sapere che le cose sono anche peggiori di quanto vogliamo ammettere può farti sentire un mostro. quando la persona che ami soffre per causa tua, e tu hai torto. torto marcio. e vorresi solo stringerla così forte da non sentire il suo respiro affannoso, non ascoltare le sue parole spezzate, non vedere quel viso attraversato da piccoli ruscelli di acqua salata.
ci si sente persone peggiori, quando le cose non vanno come ci si aspetta, e si ha torto. torto marcio. se poi a questo si aggiunge un fallimento nell’università, vien da sè chiedersi “cosa cazzo sto facendo?”. per carità, un fallimento tutt’altro che imprevedibile, ma si sa com’è…basta rispondere a botta sicura a un paio di cose, riuscire a riempire in qualche modo al resto, qualche deduzione e qualche sparata, ed è facile credere nell’impresa. impresa fallita dunque. ma in un periodo in cui non me ne va bene una forse chiederla è stato troppo…
ma vabè. domani è un altro giorno, vivi come se dovessi morire domani, una volta toccato il fondo si può anche scavare, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi e forse è anche ora di rimboccarsi le maniche. ci vuole tanto per costruire qualcosa, e arrivare in alto quanto più in alto possiamo. ma è curioso constatare come anche la più stabile e fondata delle situazioni possa destabilizzarsi con un nonnulla, una parola di troppo, una situazione inopportuna, un soffio di vento in grado di far tremare una torre costruita mattone per mattone.
e bisogna trovare le forze di rimettersi in carreggiata, risistemare tutto, mettere le cose al lor posto. ma la stanchezza è tanta e la parte migliore della giornata continua ad essere quella in cui chiudi gli occhi e riesci a staccare la corrente. spegnere tutto. azzerare tutto. buio.
la gens che non ti aspetti – l’importanza delle origini -

I pranzi domenicali in famiglia sanno talvolta offrire discussioni che sono vere perle. Quello che sanno snocciolare i nonni poi, dal loro vasto archivio mentale ancora lucidissimo, ha qualcosa di unico e nasce da sè il bisogno di preservarlo e tramandarlo.
Quest’oggi, vino e discussioni sul vino hanno deviato il discorso verso le più varie esperienze di ubriacature in famiglia. Il che ha portato poi i binari verso le eccentricità e le peculiarità del parentame. Non ho mai riso così tanto a tavola con la mia famiglia e ciò che se ne evince sono le seguenti informazioni :
mio padre è andato in coma etilico a anni 10. giocando a nascondino ha avuto la bella idea di nascondersi in cantina e ha saputo apprezzare il contenuto di una damigiana.
mio bisnonno si divertiva troppo a far bere la sua cagna che poi era bella che ubriaca. ormai ringhiava quando vedeva una bottiglia di vino.
una mia ava (bisnonna di mia nonna) beveva come una spugna. E’ morta dopo l’ennesima ubriacatura da vino, cadendo dalle scale.
ho avuto avi con titolo nobiliare e molte terre. si sono sputtanati tutto in donne e vizi, tramandandoci solo debiti e ingravidando serve.
una mia trisnonna si chiamava annunziata polenta e si è sposata con un barchetta. “annunziata polenta in barchetta”…..O_o
il fratello di un mio trisnonno era prete. lo hanno cacciato quando hanno scoperto che aveva ingravidato praticamente tutte le suore. egli aveva l’abitudine di staccarsi apposta il bottone della tunica posto dalle parti dell’inguine, per poi andare dalla suora di turno a farsi rammendare.
un altro parente non ben identificato a preso a fucilate un medico perchè si rifiutava di visitare sua moglie, che non aveva preso la prenotazione.
e lo sporco ha ancora da venire…
caldo
semestre nuovo, vita vecchia
mi sento come a settembre, con un anno “scolastico” tutto nuovo davanti e delle vacanze (pur di una settimana) spensierate alle spalle. a confermare questo sentore, molti buoni propositi. Sì adesso mi metto, questa volta faccio sul serio. mi rimboccherò le maniche e lavorerò sodo col sudore della mia fronte. Propositi che, se va come è lecito aspettarsi da me, scompariranno nel tempo terrestre di….una settimana? due settimane?
un anno
fra pochi giorni sarà un anno insieme a lei. ricorrenza speciale, che una notte a venezia e una giornata insieme spero renderanno ancor più speciale. mi ritengo fortunato. lei è la persona più innamorata del mondo, e accorgersi di poter far sentire così bene una persona è qualcosa in grado di realizzarti come persona. lo auguro a tutti.
l’aula informatica di treviso è calda. caldissima. in grecia c’è mezzo metro di neve e qua sono in maniche corte a perdere sali minerali come se piovesse. le porte chiuse impediscono all’aria fresca di entrare, il riscaldamento è alto. troppo alto. e ci sono troppe persone qua dentro e l’aria che mi manca.
il docente di spagnolo moduli 3 e 4 è come me l’aspettavo, ma solo in parte. professionale ed esigente (non ha fatto altro che aumentare le mie perplessità sui risultati he posso raggiungere in questa facoltà) ma più disinvolto e piacevolmente cazzone di quanto mi sarei aspettato. non certo prodigo di rimandi a sessualità e donne soprattutto, non ho potuto fare a meno di notarlo.
kipe che ti passa
235

ora 02.35. sabato notte o domenica mattina?
sabato tranquillo, canonico, un po’ banale forse ma banalmente alcolico. nota positiva : il fatto di essere riuscito a scrivere fino a quì è prova del fatto che ho sconfitto il virus contro il quale ho lottato tutta oggi pomeriggio, capace di impallarmi e riavviarmi il computer un po’ quando voleva lui. caffè al ginseng e nuovo cd della Turbojugend hanno reso la vittoria possibile.
Cristo a quest’ora sono molte le cose che verrebbe da scrivere su questo dannato blog. E altrettante sono quelle che sarebbe bene non scrivere. Stranamente questo diario online assume un morboso fascino passato il cambio di data… sarà il sonno, il rincretinimento e un discreto quantitativo di alcool sufficiente da rendermi capace di guidare, ma incapace di farmi andare dritto a letto…
vorrei che domani fosse fra un mese, e che fra un mese fosse fra un anno. mi piace la mia vita, mi reputo persona fortunata, ma mi conosco anche come persona curiosa e vorrei che ciò che sto vivendo fosse un libro per poter scorrere le pagine e andare dritto al finale. No non sono persona che ama le sorprese. E no, non sono una persona a cui piace aspettare.
E’ sempre bello assistere alla prima esagerazione di alcool di una persona. Se questa persona è il fratellino minore (annata ‘92) del proprio migliore amico è ancora meglio. Se questo fratellino decide di evacuare la cena nel mezzo di un locale, però, è male.
ho voglia di parlare
narghilè & koala
Ok blog, ora siamo tu ed io. L’appartamento è vuoto, nulla da studiare, un pacchetto di Lucky mezzo pieno e una Nastro Azzurro quasi fresca. Non ho più scuse, ho l’obbligo morale di scrivere qualcosa e dare un qualsivoglia senso alla tua esistenza. Anche se il non riuscire a darne uno alla mia, di esistenza, non mi rende la persona migliore per questo compito.
L’appartamento è vuoto, dicevo. Quattro fogli di nonsochì sul tavolo, un narghilè in più rispetto all’ultima volta. Cartine Rizla finite. Puzza da chiuso e nulla da mangiare. Nulla. Ho aperto un panettone “Notte di Natale Balocco” e mi sto ingozzando fingendo di non odiare canditi e uvetta. Odio i panettoni. Mi chiedo se il mio coinquilino se la prenderà se approfitterò del suo narghilè in sua assenza. Una spippettata solo, tanto per coprire quest’odore di chiuso.
Ieri era San Valentino. Il mio primo, con lei. Mi ha cucinato una cenetta con i fiocchi, e il dopocena è stato ancora migliore. Io, pur essendomi ripromesso di non regalarle nulla, ho ceduto alla tentazione di farle un pensierino. Un pensierino, appunto, una stupidata, qualcosa da nulla anche perchè fra una settimana sarà il nostro primo anniversario e servirà un regalo migliore. Un peluche. Sì le regalo un peluche che le piacerà tanto e dovrei cavarmela con poco. Un koala, le piacciono tanto i koala e ha un tenero rimando alla sua posizione quando dorme. E’ molto bella quando dorme.
Scena: sono di fretta, ho 10 minuti di disponibilità macchina ed esco per prendere il bellissimo peluche. Vado diretto, nel negozietto che vende i peluche. Entro, trovo subito quello che cerco, prendo il più piccolo. Così risparmio, non proprio dimensioni portachiavi ma neanche esagerato. Con la mente già alla sera vado alla cassa. Pacchetto? Sì grazie. E’ per una ragazza? Sì.
sono 23 euro
scusi?
23 euro
impallidito e visibilmente sconvolto soffoco l’urlo di dolore che mi sta per fuoriuscire dalla gola. Pago, esco, lego ad un palo la mia autostima e fuggo lasciandola lì. Fortuna che le è piaciuto…