buio

Febbraio 28, 2008 at 9:11 pm (Uncategorized) ()

buio 

raramente le cose vanno come ti aspetti. a volte il corso degli eventi ti stupisce in positivo, regalandoti meriti che sai di non esserti meritato. godi di cose per cui non ti sei mai impegnato troppo, mentre altri che hanno lavorato sodo vivono una condizione peggiore e ti senti come se nulla potesse scalfirti.

altre volte ciò che ti stupisce ti fa stare male. tanto male. e quando questo succede dopo un periodo di tempo insolitamente lungo dove tutto fila liscio e ti fa stare bene, il dolore acquista un sapore reso più amaro dalla sorpresa, dal brusco risveglio. fare male a una persona è sempre brutto. fare del male alla persona che si ama è orribile. e stringerla fra le braccia mentre piange per causa tua, cercando di stringerla sempre più forte per soffocarne i singhiozzi, è straziante.

non avere scuse, non poter giustificare nulla di quello che si è fatto, accorgersi di essere una persona peggiore di quanto pensiamo di essere è brutto. perdere gran parte della propria, già di per sè tutt’altro che alta, autostima è sempre una mazzata. e sapere che le cose sono anche peggiori di quanto vogliamo ammettere può farti sentire un mostro. quando la persona che ami soffre per causa tua, e tu hai torto. torto marcio. e vorresi solo stringerla così forte da non sentire il suo respiro affannoso, non ascoltare le sue parole spezzate, non vedere quel viso attraversato da piccoli ruscelli di acqua salata.

ci si sente persone peggiori, quando le cose non vanno come ci si aspetta, e si ha torto. torto marcio. se poi a questo si aggiunge un fallimento nell’università, vien da sè chiedersi “cosa cazzo sto facendo?”. per carità, un fallimento tutt’altro che imprevedibile, ma si sa com’è…basta rispondere a botta sicura a un paio di cose, riuscire a riempire in qualche modo al resto, qualche deduzione e qualche sparata, ed è facile credere nell’impresa. impresa fallita dunque. ma in un periodo in cui non me ne va bene una forse chiederla è stato troppo…

ma vabè. domani è un altro giorno, vivi come se dovessi morire domani, una volta toccato il fondo si può anche scavare, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi e forse è anche ora di rimboccarsi le maniche. ci vuole tanto per costruire qualcosa, e arrivare in alto quanto più in alto possiamo. ma è curioso constatare come anche la più stabile e fondata delle situazioni possa destabilizzarsi con un nonnulla, una parola di troppo, una situazione inopportuna, un soffio di vento in grado di far tremare una torre costruita mattone per mattone.

e bisogna trovare le forze di rimettersi in carreggiata, risistemare tutto, mettere le cose al lor posto. ma la stanchezza è tanta e la parte migliore della giornata continua ad essere quella in cui chiudi gli occhi e riesci a staccare la corrente. spegnere tutto. azzerare tutto. buio.

2 Commenti

  1. Phlo ha detto,

    hai fatto una stronzata, e lo sai. ma senza cattiveria, anzi, è questo che ti fa sentire pure idiota, in fondo è stata tutta una casualità.

    vedrai che si sistemerà tutto :)

  2. Phlo ha detto,

    e aggiorna, per diana cacciatrice

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